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Al Centro di Ricerche Storiche d’Ambra, conclusioni celebrazioni 150 anni Unita' D'Italia PDF Stampa E-mail
Ricerche Storiche D'Ambra - Ricerche Storiche
Scritto da Luigi Conte   
Sabato 07 Gennaio 2012 08:35

Al Centro di Ricerche Storiche d’Ambra, conclusioni celebrazioni 150 anni Unita' D'Italia

In una atmosfera di cordialità e di italianità, si sono concluse le Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia presso la sede del Centro di Ricerche Storiche d’Ambra sul tema: “Radici meridionali dell’Unità d’Italia”. Pubblico delle grandi occasioni che ha dato da fare non poco agli organizzatori per reperire qualche sedia supplementare. L’adesione ad una manifestazione di particolari connotati culturali, è stata una scelta mirata da parte dei partecipanti, pur essendoci, in concomitanza, sull’intero territorio dell’Isola d’Ischia, moltissime manifestazioni, alcune di buon livello culturale, come ci ha dichiarato l’avv. Nino d’Ambra, curatore del meeting.

Prima di dare la parola al relatore prof. Luigi Fienga, l’avv. d’Ambra ha introdotto la serata con la commemorazione dell’avv. Nello Mazzella e del prof. Enrico Longobardi, frequentatori delle attività del Centro d’Ambra, le cui rispettive foto sono state affisse sulla “colonna della memoria”, ubicata nella sala delle conferenze. Indi ha ringraziato tutti coloro che disinteressatamente e solo per amore della cultura e per la conoscenza delle proprie radici hanno dato il loro apporto alle varie fasi delle Celebrazioni dei 150 anni; dai musici ai giornalisti di varia provenienza, dagli operatori delle televisioni ai vari siti on line, ai fotografi ecc… Tutti ringraziati singolarmente.
Poi, fra l’altro, Nino d’Ambra (nominato da alcuni “missionario della verità storica”) ha sintetizzato: « Nel XVIII secolo l’Italia, oppressa dai vari e noti governi dispotici, sembrava rassegnata all’impotenza e a piegare la schiena sotto la sferza  dei prepotenti di turno.
In una sera d’estate del luglio 1793 un piccolo gruppo di avvocati napoletani si dette appuntamento sulla spiaggia di Mergellina al fine di consultarsi da dove cominciare per opporsi al totalitarismo imperante, accendendo allora quella scintilla libertaria che, negli anni successivi, attraverso varie fasi operative (1799, 1848, ecc..), sarebbe diventata una fiammata unitaria che divampò di grandi ideali perseguiti con tenacia da tanti fino all’estremo sacrificio della vita. Fondarono “La Società Patriottica Napoletana”.
Garibaldi fu uno dei più attenti ed attivi a raccogliere il grido di unità e di fratellanza tornando in Italia dal Sud America, a cui dette concreta realizzazione con la leggendaria Spedizione dei Mille.
E’ doveroso, ha continuato l’oratore, affidare i nomi di questi precursori alla memoria ed alla riconoscenza dei posteri: avv. Giuseppe Abbamonte, avv. Vincenzo Bianco, avv. Nicola Celentano, studente in Legge Carlo Antonio del Giorno, avv. Filippo di Lustro, avv. Rocco Lentini, studente in Legge Vincenzo Manna, avv. Vincenzo Pomarici e pochi altri.
E quando l’anno successivo, 1794, “la congiura” fu scoperta dalla polizia borbonica, alcuni che sfuggirono al capestro si rifugiarono presso la Repubblica di Oneglia (oggi Imperia), il cui presidente Filippo Buonarroti, dopo averne apprezzato le capacità e la forte carica ideale, ebbe a scrivere negli atti ufficiali : “Se l’Italia è destinata ad essere libera, la vera Rivoluzione comincerà sotto il clima ardente del Vesuvio” (Archives Nationales - Parigi) ».
L’avv.d’Ambra si è poi soffermato sulla figura dell’ischitano avv.Filippo di Lustro, morto in guerra nell’esercito napoleonico durante la battaglia terrestre di Abukir nei pressi di Alessandria d’Egitto il 25 luglio 1799, che è ricordato da un’epigrafe marmorea nella Sala di attesa della Sezione distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli. E sulla figura di Emanuele de Deo, studente di legge: preferì il patibolo piuttosto che tradire i suoi compagni (primo protomartire del Risorgimento Italiano).
Poi la parola è passata al Prof. Luigi Fienga (Socio ordinario dell’Accademia Petrarca di Arezzo e Membro dell’Associazione Internazionale “Amici di Pompei”) il quale, tra l’unanime attenzione, ha trattato il tema: “La prima rivoluzione per l’Unità d’Italia. Napoli 1799”, analizzando con maestria i documenti dell’epoca e la storiografia che ne è seguita, con le varie e alterne interpretazioni fino ai nostri giorni. Ha ravvisato in quella rivoluzione l’inizio del fermento delle idee di libertà e di indipendenza nazionale, individuando l’origine dello storicismo e del nazionalismo moderato, che saranno le componenti fondamentali dell’ideologia risorgimentale, nell’opera antiretorica e critica di Vincenzo Cuoco, attore e spettatore di quell’evento.Un’analisi storiografica di grande valenza culturale e rievocativa particolarmente apprezzata dai convenuti, specie da quelli che già conoscevano il periodo storico.
L’incontro è stato cadenzato da quattro inni risorgimentali, anche in video, registrazioni tratte dall’Archivio del Centro di Ricerche Storiche d’Ambra: “La Marsigliese” (nella versione toccante tratta dal film “Casablanca”); “L’Inno della Repubblica Napoletana del 1799”, composto da Domenico Cimarosa su versi del martire Luigi Rossi  (nella esecuzione corale degli alunni della Scuola Media di Ischia in costume dell’epoca, sul Sagrato della Chiesa di S. Pietro ad Ischia Porto nel 1999); “L’Inno di Garibaldi” ( nella esecuzione del baritono Gaetano Maschio, soprano Filomena Piro, Silvano Trani al pianoforte e Gennaro d’Avanzo alla tromba), “L’Inno di Mameli” ( nella magistrale esecuzione della Banda musicale dei Carabinieri). 
Certamente la musica ha contribuito a creare una irripetibile atmosfera patriottica e di italianità, come ha annotato sul registro delle presenze il comandante Gianni Gallo (ischitano,noto in tutto il mondo per i suoi successi professionali).
Luigi Conte (quotidiano “Il Golfo”, 5 gennaio 2012, pag.18)

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Febbraio 2012 19:48
 
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