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Fine annunciata del centro dialisi di Ischia PDF Stampa E-mail
IschiaNews - Cronaca
Scritto da Ida Trofa   
Venerdì 18 Dicembre 2009 19:03

Fine annunciata del centro dialisi di Ischia

Carenze di personale su Ischia per ASL.
Oggi a Pozzuoli le richieste estreme di chi chiede solo di potersi curare con dignità e certezza ad Ischia. L’esperienza dura di 29 persone che non potranno più fruire del centro sull’isola. L’emblema di un servizio non all’altezza delle richieste e del sempre crescente numero di pazienti. Ieri il Dott.Iacono ha scritto al Prefetto. Assenti le forze politiche e sociali. L’abbiamo scritto. Riscritto e lo riscriviamo.

Ogni anno oltre 6.500 nuovi pazienti giungono all’insufficienza renale e devono entrare in dialisi: quale panorama li aspetta? Quali servizi sanitari e sociali offre loro il sistema perché sia garantita la
loro sopravvivenza, la loro futura esistenza sia accettabile e la qualità della vita
degna di essere vissuta?L’esigenza primaria di una persona quando si ammala è di essere curata,di avere a disposizione strutture, operatori, mezzi diagnostici e terapeutici. Quando la malattia è cronica e impone, come per i dializzati, un totale
condizionamento della vita propria e della famiglia, emerge il bisogno di
un’assistenza socio sanitaria complessiva alla persona che permetta l’accesso
alle strutture sanitarie, che eviti l’insorgenza di complicanze e di nuove patologie,
che favorisca la possibilità di coniugare terapia e lavoro, che impedisca
l’emarginazione, che sostenga paziente e familiari nel percorso di adattamento
alla nuova realtà di vita. Eppure ad oggi, all’avanguardia del nuovo millennio tutto
questo ad Ischia non c’è. Ad Ischia ben 29 pazienti affetti da insufficienza Renale sono stati abbandonati a se stessi e alle chiacchiere burocratiche. Queste persne che chiedono solo di potersi curare il 22 dicembre prossimo riceveranno le ultime cure ischitane causa carenza di personale e chiusura del centro. “29” persone che non potranno ricevere la serenità di cure più accessibili e fruibili sul territorio di residenza, uno scorcio di vita magari più sereno sull’Isola d’Ischia,provincia di Napoli, Campania, Italia, perché è impossibile dirottare sul centro personale ed unità che ivi possano lavorare ed assistere le persone malate. Inutili i tentativi di percorrere le vie traverse dell’inufficialità che si fa regola: chiedere a chi rivolgersi per avere una raccomandazione! Non c’è stata alcuna ragione, alcuna motivazione alcuna
eccezione per tenere aperto il presidio di dialisi. Anche Regine non ha dato speranze alle tante persone che gli si sono rivolte per avere aiuto nel far rimanere aperta la struttura indispensabile per i paese e i suoi membri che hanno avuto la sfortuna di ammalarsi. Questa è la storia di 29 pazienti che rischiano di non poter più godere delle cure necessarie alla propria sopravvivenza. Questo è il dramma di “poveri cristi” che oggi con la famiglia tenteranno l’estremo gesto di manifestare al centro nevralgico dell’ASL Na2, soli, senza sostegno istituzionale, senza proclami o striscioni, soli con la propria dignità ed il dolore di una malattia che gli ha reso greve ogni minimo gesto quotidiano ed ora rende loro precaria anche la certezza di una cura e di assistenza. L’alternativa è la terraferma o usufruire dei servizi a pagamento dell’Hotel Continental che alla modica cifra di 167.00 euro, rimborsabili, competentemente assiste l’infermo. Sappiamo che
la colpa non è del singolo ma del sistema, eppure la rabbia di chi soffre
l’emarginazione e i limiti di una vita non vissuta è tanta. I buoni propositi le
chiacchiere da conferenza e spot pubblicitario di questo o l’altro responsabile del
servizio sanitario locale restano inutili anche a riempire la carta igienica per chi
quotidianamente soffre lotta per conquistarsi una parvenza di vita non dico
“autentica”, ma degna. Non diciamo che sia tutta colpa della dirigenza ischitana,
purtuttavia il sospetto è forte.

La testimonianza di Giovani Borrelli

« Sono 28 persone più mia moglie che da tempo lottano oltre che con la malattia con la precarietà delle cure. Mancano gli infermieri e dall’ASL dovrebbero mandare infermieri competenti e capaci, che non continuino a far soffrire i malati. Ma sin ad ora non ci hanno dato speranze anzi. Le persone che lavoravano sin’ora hanno superato lo straordinario o solo in malattia o ferie e così non c’è nessuno per continuare», spiega il signor Borelli che spera in confidenza che i sindaci e le istituzioni si facciano sentire per aiutare chi realmente soffre, « domani io e chi può,  chi ha qualche parente, ci recederemo a Pozzuoli per incontrare il Responsabile del settore e chiedergli aiuto. Oggi il dottor Iacono ha inviato un fonogramma a Prefetto per spiegare le vicende del centro Dialisi di Ischia e chiedere due unità esperte e due di apprendisti. Speriamo bene. I credo che ci prenderanno ancora in giro»
Un tale stato di cose porta inevitabilmente alla selezione naturale dei soggetti e dei nuclei familiari più deboli che non riescono a sostenere in tutti i sensi tali immani sacrifici. Pensate agli anziani, ad un giovane solo, senza famiglia ne sostegno, il suo unico destino è la morte per effetto del cinismo di una società che ha tutto sulla carta e niente in pratica neppure l’umanità di sostenere indicandogli la strada o a limite
l’alternativa per sopravvivere. Badate bene, non la morte per effetto di una
patologia contrastabile con cure mediche e tecnologie all’avanguardia.

Ultimo aggiornamento Sabato 19 Dicembre 2009 19:11
 
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